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Riforma Disabilità 2026: D.Lgs. 62/2024, ICF e Progetto di Vita

Infografica Riforma Disabilità 2026: D.Lgs. 62/2024, valutazione ICF, Progetto di Vita individualizzato
📌 In sintesi: Il D.Lgs. 62/2024 (in vigore da marzo 2026) rivoluziona la valutazione della disabilità in Italia. Niente più semplice percentuale: arriva il modello ICF (Classificazione del Funzionamento) e il Progetto di Vita Individualizzato. Le indennità restano, cambia il metodo di accertamento. Guida completa per famiglie e operatori.

🔔 Cos'è la Riforma e Perché Arriva Ora

Il Decreto Legislativo 62/2024 ("Norme per la promozione della piena partecipazione alla vita politica, sociale, economica e culturale delle persone con disabilità e per l'inclusione lavorativa") è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 maggio 2024 ed è entrato in vigore il 4 marzo 2026, dopo un periodo di rodaggio necessario per la sua implementazione operativa. Questo decreto attua la Legge Delega 227/2021 (Leggequadro per la disabilità) e rappresenta la riforma più importante delle politiche per la disabilità in Italia negli ultimi decenni.

Il contesto è quello della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall'Italia nel 2012), che impone di superare il tradizionale modello "medico" della disabilità (basato esclusivamente sulla patologia e sulla percentuale di invalidità) per adottare un modello "sociale" che pone al centro il funzionamento della persona nel suo ambiente di vita. In altre parole, non si chiede più "di che cosa soffri?", ma "come funzioni nella tua quotidianità e cosa ti serve per vivere al meglio?"

A livello europeo, la riforma si colloca nell'ambito della European Disability Strategy 2021-2030 e della strategia EU per i diritti delle persone con disabilità. A livello nazionale, risponde alla necessità di superare le criticità emerse nel sistema italiano di accertamento dell'invalidità, caratterizzato da frammentazione, tempi lunghi, valutazioni spesso non aggiornate e scarsa integrazione tra i vari enti coinvolti.

🔄 Il Cambio di Paradigma: dalla Patologia al Funzionamento

Il primo elemento rivoluzionario della riforma riguarda il metodo di valutazione della disabilità. Fino ad oggi, il sistema italiano si è basato quasi esclusivamente su un criterio numerico: una commissione medica assegnava una percentuale di invalidità (da 1% a 100%), e in base a quella percentuale si accedeva a determinati benefici. Tale sistema presentava notevoli limiti:

  • Riduzionismo: Una persona con una malattia cronica poteva avere una percentuale bassa ma necessitare comunque di molti supporti; viceversa, una persona con una percentuale alta poteva avere un buon livello di autonomia funzionale.
  • Staticità: La percentuale veniva assegnata e raramente aggiornata, ignorando l'evoluzione della condizione o i miglioramenti ottenuti con terapie e ausili.
  • Mancanza di personalizzazione: Due persone con la stessa patologia e la stessa percentuale potevano avere bisogni completamente diversi, ma essere trattate allo stesso modo.
  • Frammentazione: Invalidità civile, handicap psichico, disabilità sensorielle erano valutate separatamente con criteri diversi.

Il Modello ICF: Cos'è e Come Funziona

La riforma adotta il modello ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità come strumento di riferimento per la valutazione della disabilità. L'ICF non sostituisce la diagnosi clinica, ma la integra con una descrizione multidimensionale del funzionamento umano articolata in cinque dimensioni:

  1. Funzioni Corporee e Strutture Corporee: Si descrivono le alterazioni delle funzioni fisiche, mentali e psichiche (es. difficoltà a camminare, problemi di vista, deficit cognitivi). È la componente più simile alla vecchia valutazione della patologia.
  2. Attività: Si valutano le azioni che la persona può o non può compiere (es. camminare, parlare, mangiare, scrivere, usare mezzi di trasporto). Questa dimensione è nuova rispetto al vecchio sistema.
  3. Partecipazione: Si verifica quanto la persona è coinvolta nelle aree di vita (lavoro, istruzione, relazioni sociali, vita domestica, tempo libero). Questa dimensione era largamente assente nel sistema precedente.
  4. Fattori Ambientali: Si analizzano le barriere e i facilitatori dell'ambiente (es. assenza di rampe, presenza di sussidi tecnologici, supporto familiare, accessibilità dei trasporti). È una dimensione del tutto innovativa.
  5. Fattori Personali: Si considerano le risorse personali (età, genere, nivel di istruzione, professione, caratteristiche temperamentali) che influenzano il funzionamento. Anche questa è una dimensione nuova.

La Commissione medico-legale INPS, nella nuova procedura, non si limiterà più a certificare "hai una invalidità del 70%", ma redigerà un Profilo di Funzionamento che descriverà il funzionamento globale della persona nelle varie dimensioni. Questo profilo sarà la base per determinare i diritti, le prestazioni e i sostegni a cui la persona ha accesso.

Oltre le Categorie Rigid

Un altro elemento innovativo è il superamento delle categorie rigide. Nel vecchio sistema, le persone erano classificate in categorie fisse (invalidi civili, ciechi civili, sordi civili, etc.) con criteri di accesso distinti. Nel nuovo sistema, la valutazione è:

  • Multidimensionale: Considera tutte le dimensioni del funzionamento, non solo la patologia.
  • Personalizzata: Il profilo di funzionamento è unico per ogni persona, costruito sulle sue specificità.
  • Prospettico: Identifica non solo i bisogni attuali, ma anche le potenzialità e gli obiettivi di miglioramento.
  • Dynamic: Il profilo può essere aggiornato nel tempo in corrispondenza di cambiamenti significativi.

📋 Il Progetto di Vita Individualizzato (PVI)

Il cuore della riforma è il Progetto di Vita Individualizzato (PVI). Non si tratta di un mero documento burocratico: è un percorso di vita che coinvolge la persona con disabilità e la sua rete (famiglia, operatori, servizi territoriali) nella definizione di obiettivi personali, strategie di intervento e monitoraggio dei risultati.

Cos'è il Progetto di Vita

Il Progetto di Vita Individualizzato è un piano personalizzato che definisce:

  • Obiettivi personali: Cosa la persona desidera nella sua vita (lavoro, studio, relazioni, tempo libero, autonomia abitativa)
  • Sostegni necessari: Le risorse (umane, tecnologiche, economiche, ambientali) che servono per raggiungere gli obiettivi
  • Servizi da attivare: Gli interventi dei servizi pubblici e privati coinvolti (sanitari, sociali, educativi, lavorativi)
  • Responsabilità: Chi fa cosa, con quali tempistiche e modalità di verifica
  • Indicatori di verifica: Come si misura il raggiungimento degli obiettivi e quando si rivaluta il progetto

Il PVI non viene imposto dall'alto, ma costruito con la persona. Le preferenze, i desideri e le aspirazioni della persona con disabilità sono al centro del progetto. La famiglia e i caregivers sono coinvolti nel processo, ma il protagonista è la persona stessa, anche quando ha necessità di supporto nelle decisioni.

Come si Attiva il PVI

Il Progetto di Vita Individualizzato si attiva attraverso il Punto Unico di Accesso (PUA), che in Italia coincide generalmente con il servizio sociale territoriale del Comune o del distretto ASL. Il percorso prevede:

  1. Richiesta: La persona con disabilità (o il suo legale rappresentante) presenta la richiesta di attivazione del PVI al PUA. La richiesta può essere presentata contestualmente alla domanda di riconoscimento della disabilità o in un momento successivo.
  2. Valutazione preliminare: Gli operatori del PUA raccolgono le informazioni sulla situazione della persona, le sue necessità, le risorse disponibili.
  3. Definizione del progetto: Insieme alla persona (e alla famiglia, se coinvolta), si definiscono gli obiettivi, i sostegni, i servizi e le responsabilità.
  4. Monitoraggio e revisione: Il progetto viene monitorato nel tempo e rivisto periodicamente o quando intervengono cambiamenti significativi.

A Roma, i PUA sono attivi presso i Municipio e i distretti ASL. Il Centro Pratiche Flaiano può assisterti nell'identificare il PUA competente per il tuo territorio e nel supportarti nella presentazione della richiesta.

Differenza tra Progetto di Vita e Verbale di Invalidità

È importante non confondere il Progetto di Vita Individualizzato con il verbale di invalidità o il profilo di funzionamento. Si tratta di strumenti diversi:

  • Profilo di Funzionamento: È il documento redatto dalla Commissione medico-legale INPS che descrive il funzionamento della persona nelle dimensioni ICF. È il "diagnostico" della nuova valutazione.
  • Verbale di Invalidità: È il documento che certifica il riconoscimento dello stato di invalidità (con eventuale percentuale) e dà accesso ai benefici economici (indennità di accompagnamento, assegno mensile, pensione di inabilità). Nel nuovo sistema, il profilo di funzionamento è la base, ma i diritti economici restano legati a criteri specifici.
  • Progetto di Vita Individualizzato: È il percorso personalizzato che va oltre l'accertamento e definisce come la persona vuole vivere e quali sostegni servono per raggiungere i suoi obiettivi. Riguarda tutti gli aspetti della vita, non solo i benefici economici.

🏛️ La Nuova Architettura Istituzionale: INPS, ASL e Comuni

Piattaforma Unica di Coordinamento

La riforma prevede una piattaforma informatica integrata che mette in comunicazione INPS, ASL e Comuni per la gestione del percorso valutativo e l'attivazione dei servizi. Questo cambiamento è fondamentale perché:

  • Elimina la duplicazione degli adempimenti: La persona non deve più presentare la stessa documentazione a uffici diversi.
  • Accelerare i tempi: La condivisione dei dati tra enti riduce i tempi di attesa e le lungaggini burocratiche.
  • Migliorare la qualità della valutazione: La commissione ha accesso a informazioni più complete e aggiornate.
  • Attivare i servizi in modo coordinato: I vari enti coinvolti possono operare in modo sinergico.

Come Funziona la Nuova Procedura

La nuova procedura per il riconoscimento della disabilità prevede i seguenti passaggi:

  1. Presentazione della domanda: La domanda si presenta all'INPS (tramite il portale, il call center o il patronato) oppure al Comune (che la trasmette all'INPS). La domanda può riguardare il riconoscimento dell'invalidità civile, dell'handicap (Legge 104), della disabilità per fini lavorativi (collocamento mirato).
  2. Acquisizione della documentazione: La documentazione sanitaria (referti, relazioni mediche, documentazione clinica) viene acquisita tramite la piattaforma o presentata dalla persona.
  3. Valutazione multidimensionale: La Commissione INPS (composta da medici, psicologi, operatori sociali a seconda dei casi) effettua la valutazione con il metodo ICF e redige il Profilo di Funzionamento.
  4. Definizione dei diritti: In base al profilo di funzionamento, si determinano gli eventuali diritti economici (indennità, assegni, pensioni) e l'eventuale riconoscimento dell'handicap (per i diritti della Legge 104).
  5. Attivazione dei servizi: Il profilo di funzionamento viene trasmesso alla ASL e al Comune competenti per l'attivazione dei servizi territoriali e l'eventuale predisposizione del Progetto di Vita.

Il Ruolo delle ASL

Le ASL hanno un ruolo centrale nella riforma, perché:

  • Partecipano alla valutazione: Le ASL possono essere coinvolte nella composizione delle commissioni di valutazione, in particolare per le valutazioni complesse (disabilità intellettive, disturbi dello spettro autistico, malattie rare).
  • Gestiscono i servizi sanitari: Una volta riconosciuta la disabilità, l'ASL attiva i servizi sanitari e sociosanitari previsti dal Progetto di Vita (cure domiciliari, centri di riabilitazione, centri psicosociali).
  • Coordinano i PUA: I Punti Unici di Accesso sono spesso gestiti in forma integrata tra ASL e Comuni.

Il Ruolo dei Comuni

I Comuni, attraverso i servizi sociali, sono i referenti principali per:

  • L'attivazione del Progetto di Vita: Il PUA comunale coordina la costruzione del percorso personalizzato.
  • I servizi sociali: Assistenza domiciliare, inserimento lavorativo, agevolazioni per la mobilità, contributi per l'autonomia.
  • La residenza anagrafica: Il Comune gestisce la residenza, elemento determinante per l'accesso a molti benefici e servizi.

💶 Le Indennità Restano: Ecco Cosa Cambia e Cosa No

✅ Le indennità economiche restano invariate: L'indennità di accompagnamento, l'assegno mensile di invalidate civile e la pensione di inabilità NON vengono abolite dalla riforma. Cambia il MODO in cui si accerta la condizione di disabilità, non i benefici economici. Chi ha già un verbale di invalidità valido non deve fare nulla.

Indennità di Accompagnamento

L'indennità di accompagnamento (ex Legge 508/1988) è un assegno mensile destinato alle persone che non possono deambulare autonomamente o che necessitano di assistenza continua per gli atti della vita quotidiana. La riforma non modifica:

  • Requisiti di accesso: La impossibilità di deambulare autonomamente o la necessità di assistenza permanete restano i criteri di accesso.
  • Importi: L'importo mensile (pari a circa 530€ per 13 mensilità nel 2026) resta invariato.
  • Modalità di erogazione: L'erogazione tramite INPS continua come prima.

Ciò che cambia è che la valutazione della impossibilità di deambulare o della necessità di assistenza verrà effettuata con il nuovo metodo ICF, descrivendo il funzionamento della persona e non solo la patologia. Ma il risultato (accesso o non accesso all'indennità) dipende ancora dai criteri medici legali, non dal profilo di funzionamento in senso lato.

Assegno Mensile di Invalidità Civile

L'assegno mensile spetta alle persone con invalidità compresa tra il 74% e il 99% che si trovano in condizioni economiche disagiate (reddito entro determinate soglie). Anche questo beneficio resta invariato nella sostanza. La riforma potrebbe, nel tempo, modificare le soglie di reddito e i criteri di accesso, ma al momento non sono state introdotte modifiche significative.

Pensione di Inabilità

La pensione di inabilità spetta alle persone con invalidità al 100% in condizioni economiche disagiate. Anche questo beneficio non è stato toccato dalla riforma. Restano ferme le soglie di reddito e le modalità di erogazione.

Diritti Non Economici (Legge 104)

Il riconoscimento dell'handicap (art. 3 della Legge 104/1992) dà accesso a una serie di diritti non economici: permessi lavorativi (2 ore o 3 giorni al mese), priorità nei concorsi pubblici, accesso prioritario ai servizi, collocamento mirato, ecc. La riforma non elimina questi diritti. Anzi, il passaggio al modello ICF potrebbe consentire un riconoscimento più ampio dell'handicap, superando la rigida distinzione tra "handicap grave" (art. 3, comma 3) e altre categorie.


🔍 Chi Deve Fare una Nuova Domanda?

Una delle domande più frequenti è: "Devo rifare tutto da zero?". La risposta è:

  • No, se hai già un verbale valido: I verbali di invalidità già rilasciati restano validi fino alla loro scadenza naturale. Non c'è alcun obbligo di ripresentare domanda.
  • No, se hai già un verbale senza scadenza: I verbali che non hanno data di scadenza (es. invalidità al 100% con indennità di accompagnamento) restano validi a tempo indeterminato.
  • Sì, se il verbale è scaduto: In caso di revisione programmata, dovrai presentare una nuova domanda con la nuova documentazione.
  • Sì, se vuoi richiedere il Progetto di Vita: Per attivare il PVI, puoi presentare richiesta al PUA anche se hai già un verbale di invalidità.
  • Sì, se vuoi aggiornare il tuo profilo: Se ritieni che la tua condizione sia cambiata (in meglio o in peggio), puoi chiedere una rivalutazione.

📊 Impatto della Riforma su Diversi Ambiti

👨‍💼 Lavoro e Collocamento Mirato

Per le persone con disabilità in età lavorativa, la riforma ha un impatto significativo sul collocamento mirato (Legge 68/1999). Il Profilo di Funzionamento ICF potrà essere utilizzato come strumento per:

  • Definire le competenze e le abilità residue della persona con disabilità
  • Individuare le accomodazioni ragionevoli necessarie nel posto di lavoro
  • Costruire un percorso di inserimento lavorativo personalizzato
  • Monitorare l'andamento del rapporto di lavoro

I servizi per il lavoro (Centri per l'Impiego, servizi sociali) avranno a disposizione informazioni più dettagliate per orientare l'incrochio domanda-offerta e per garantire un supporto adeguato sia alle persone con disabilità che alle aziende.

🏫 Scuola e Istruzione

Nel mondo della scuola, la riforma rafforza il diritto all'inclusione scolastica. Il Profilo di Funzionamento diventa lo strumento base per:

  • Definire il Piano Educativo Individualizzato (PEI)
  • Individuare le misure di sostegno necessarie
  • Allocare le risorse (insegnanti di sostegno, assistenti alla comunicazione, ausili)
  • Monitorare i progressi e adeguare gli interventi

La scuola dovrà轻型 sempre di più un approccio centrato sul funzionamento, non solo sulla diagnosi. L'obiettivo è costruire percorsi che valorizzino le potenzialità di ogni studente, con il supporto adeguato.

🏥 Salute e Servizi Sanitari

Per il servizio sanitario, la riforma favorisce una presa in carico più integrata della persona con disabilità. Il Profilo di Funzionamento diventa il riferimento per:

  • Definire il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI)
  • Coordinare i vari specialisti e i servizi sanitari
  • Programmare gli interventi riabilitativi
  • Garantire la continuità assistenziale

La piattaforma integrata INPS-ASL-Comuni consentirà una migliore circolazione delle informazioni, riducendo la frammentazione e le ripetizioni di esami e visite.

🏠 Vita Quotidiana e Servizi Sociali

I servizi sociali comunali e territoriali sono i principali referenti per l'attuazione del Progetto di Vita. Spetta a loro:

  • Coordinare il PUA e la costruzione del PVI
  • Attivare i servizi di assistenza domiciliare (SAD)
  • Gestire i contributi per l'autonomia (assegni per la disabilità, contributi per il trasporto)
  • Supportare le famiglie nell'accesso ai servizi
  • Monitorare l'andamento del progetto e proporre modifiche

⏳ Tempistiche e Fasi di Implementazione

La riforma è stata avviata con il D.Lgs. 62/2024 pubblicato il 4 maggio 2024, ma l'entrata in vigore è stata fissata al 4 marzo 2026 per consentire:

  • L'adeguamento delle procedure informatiche
  • La formazione del personale delle commissioni INPS
  • L'aggiornamento delle strutture sanitarie e sociali
  • La definizione dei decreti attuativi necessari

Alcuni elementi della riforma sono già operativi o lo diventeranno progressivamente nel corso del 2026. La piattaforma integrata, in particolare, è ancora in fase di implementazione su tutto il territorio nazionale: in alcune zone funziona già, in altre è ancora in fase di attivazione.

Il Centro Pratiche Flaiano monitora costantemente l'evoluzione normativa e informerà i propri assistiti non appena ci saranno novità rilevanti sull'applicazione della riforma nella zona di Roma.


❓ Domande Frequenti sulla Riforma

La percentuale di invalidità non esiste più?

La percentuale numerica (es. 70%, 80%) non è più l'unico elemento della valutazione. Il Profilo di Funzionamento ICF descrive il funzionamento in modo multidimensionale. Tuttavia, per l'accesso ai benefici economici (indennità di accompagnamento, assegno mensile, pensione di inabilità), possono essere ancora utilizzati criteri che si riferiscono a soglie percentuali. La riforma non abolisce la logica delle percentuali, ma la integra con una visione più ampia del funzionamento umano.

Posso chiedere la rivalutazione del mio verbale con il nuovo metodo?

Sì, puoi chiedere una nuova valutazione se ritieni che la tua condizione sia cambiata. La domanda si presenta all'INPS come per qualsiasi altra richiesta di accertamento. Tieni presente che la nuova valutazione potrebbe confermare, migliorare o peggiorare la situazione precedente, a seconda dei casi.

Il Progetto di Vita è obbligatorio?

No, il Progetto di Vita Individualizzato non è obbligatorio. È un diritto della persona con disabilità, che può scegliere se attivarlo o meno. Tuttavia, il Centro Pratiche Flaiano consiglia di richiederlo perché rappresenta un'opportunità concreta per ottenere servizi e sostegni personalizzati.

Cosa succede se non sono d'accordo con la valutazione?

Come per il vecchio sistema, puoi presentare ricorso contro il verbale di invalidità. Il ricorso si presenta alla Commissione regionale per l'accertamento dell'invalidità (o equivalente) entro 60 giorni dalla notifica del verbale. La possibilità di ricorso è garantita per tutelare i diritti delle persone con disabilità.

La riforma vale anche per i bambini con disabilità?

Sì, la riforma si applica a tutte le fasce di età, compresi i bambini e gli adolescenti. Per loro, la valutazione tiene conto delle specificità dello sviluppo e dei bisogni educativi. Il Progetto di Vita è particolarmente importante per garantire l'inclusione scolastica e l'avvio di un percorso di vita il più possibile autonomo.


🏥 Il Centro Pratiche Flaiano Ti Accompagna

La riforma della disabilità è una Veränderung profonda che richiede conoscenza specifica e aggiornamento costante. Il Centro Pratiche Flaiano, con sede in Via Filoteo Alberini 25 a Roma Vigne Nuove, offre:

  • Assistenza per domande di invalidità civile (nuove e per revisione)
  • Supporto per la richiesta del Progetto di Vita Individualizzato
  • Verifica dei diritti Legge 104/1992
  • Assistenza per domande di collocamento mirato
  • Aggiornamento costante sulla normativa
  • Supporto per ricorsi e rivalutazioni
📍 Vieni al Centro Pratiche Flaiano: La nostra equipe è formata su tutte le novità del D.Lgs. 62/2024 e può aiutarti a comprendere come la riforma ti riguarda personalmente. Non aspettare la scadenza del tuo verbale per informarti: prenota una consulenza e scopri quali diritti ti spettano.

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