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NASpI 2026: Nuove Regole, Decadenza e Come Mantenere il Diritto all'Indennità di Disoccupazione

📌 In sintesi: La NASpI 2026 richiede DID, patto di servizio e comunicazioni puntuali all'INPS. Lavoro occasionale consentito fino a 5.000€/anno, lavoro a termine sospende l'indennità. Scopri come evitare la decadenza e mantenere il diritto.

Cos'è la NASpI e Chi Ha Diritto nel 2026

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità di disoccupazione riconosciuta dall'INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il posto di lavoro. Introdotta nel 2015 in sostituzione dell'ASpI, rappresenta l'unico ammortizzatore sociale universale per i dipendenti del settore privato.

Per avere diritto alla NASpI nel 2026 è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali:

  • Requisito contributivo: aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione (categoria unica) negli ultimi 4 anni. Il calcolo considera tutti i contributi versati, indipendentemente dal tipo di contratto.
  • Stato di disoccupazione involontario: aver perso il lavoro per licenziamento (per giusta causa, per motivi economici, per fine contratto a tempo determinato), per risoluzione consensuale richiesta dal datore, per fallimento o procedura concorsuale del datore di lavoro, per dimissioni per giusta causa.
  • Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID): aver presentato la DID entro 30 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
  • Anzianità assicurativa: aver compiuto almeno 2 anni di assicurazione (104 settimane) presso l'assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria.

Non hanno diritto alla NASpI:

  • I lavoratori che si dimettono volontariamente senza giusta causa
  • I lavoratori con rapporto di lavoro privato di vigenza (collaboratori, amministratori, sindaci)
  • I dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato (che hanno la tutela della mobilità)
  • I lavoratori che hanno già fruito della NASpI per il periodo massimo e non hanno nuovi contributi

Come Richiedere la NASpI 2026

La domanda di NASpI si presenta esclusivamente in via telematica attraverso i seguenti canali:

  1. Portale INPS: www.inps.it, accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE, CNS) e compilando la domanda nella sezione "Prestazioni e servizi" → "Disoccupazione NASpI"
  2. Patronato: tramite il Centro Pratiche Flaiano o altro Patronato abilitato, che curerà l'invio della domanda e verificherà la completezza della documentazione
  3. Call Center INPS: chiamando il numero verde 803 164 (solo da telefono fisso) o il numero 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

La domanda deve essere presentata entro 120 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. L'INPS, dopo la verifica dei requisiti, riconosce la prestazione con un importo che viene accreditato mensilmente sul conto corrente o sulla carta di pagamento indicata in domanda.

Calcolo dell'Importo NASpI 2026

L'importo della NASpI viene calcolato sulla base della media delle retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni. La formula di calcolo è la seguente:

  • Per retribuzioni mensili ≤ 1.352,17 euro: NASpI = 75% della retribuzione media mensile
  • Per retribuzioni mensili > 1.352,17 euro: NASpI = 1.014,13 euro (75% di 1.352,17) + 25% della differenza tra la retribuzione e 1.352,17 euro

L'importo massimo della NASpI per il 2026 è di 1.352,17 euro mensili. L'importo minimo è di 586,21 euro mensili, rivalutato annualmente in base all'inflazione.

La NASpI si riduce progressivamente: dopo i primi 4 mesi di fruizione, l'importo si riduce del 3% ogni mese. Questa progressiva riduzione fa sì che nei mesi finali l'indennità possa essere sensibilmente inferiore a quella iniziale.

Esempio pratico: un lavoratore con retribuzione media mensile di 1.800 euro avrà una NASpI iniziale di circa 1.175 euro (1.014,13 + 25% di 447,83 = 1.014,13 + 111,95). Dopo 4 mesi l'importo scenderà a circa 1.140 euro, e così via progressivamente.

Durata della NASpI 2026

La durata della NASpI è legata al numero di settimane di contribuzione versata. In generale:

  • Durata massima: 24 mesi (2 anni)
  • Durata minima: pari al numero di settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, diviso 4 (con un minimo di 13 settimane)

Ad esempio, un lavoratore con 2 anni di contribuzione negli ultimi 4 anni avrà diritto a circa 13 settimane (3 mesi) di NASpI. Un lavoratore con 4 anni di contribuzione piena avrà diritto a 24 mesi completi.

Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID): Obblighi e Rinnovo

La Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) è un adempimento fondamentale per ottenere e mantenere la NASpI. Senza la DID non è possibile percepire l'indennità.

Quando Presentare la DID

La DID deve essere presentata entro 30 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Può essere presentata:

  • Online: sul portale ANPAL (www.anpal.gov.it) o sulla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa)
  • Presso il Centro per l'Impiego: recandosi personalmente allo sportello competente per territorio
  • Tramite Patronato: come il Centro Pratiche Flaiano che cura l'invio telematico

Validità e Rinnovo della DID

La DID ha validità di 90 giorni. Trascorso questo periodo, il disoccupato deve rinnovarla per mantenere lo stato di disoccupazione e continuare a percepire la NASpI. Il mancato rinnovo comporta la decadenza dalla prestazione.

Il rinnovo può avvenire attraverso gli stessi canali della prima presentazione: portale ANPAL, Centro per l'Impiego o Patronato.

Cosa Comporta la DID

Con la DID il lavoratore dichiara:

  • Di esseredisoccupato e in cerca di un'occupazione
  • Di essere immediatamente disponibile al lavoro
  • Di accettare offerte di lavoro congrue
  • Di impegnarsi a seguire le attività concordate con il Centro per l'Impiego

Patto di Servizio Personalizzato: Cos'è e Cosa Prevede

Dopo la presentazione della DID, il disoccupato deve sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato con il Centro per l'Impiego. Si tratta di un accordo che definisce:

  • Le attività di orientamento e ricerca del lavoro da svolgere
  • La partecipazione a corsi di formazione o riqualificazione professionale
  • Gli impegni reciproci tra disoccupato e Centro per l'Impiego
  • Le scadenze per la verifica dei progressi

Il patto deve essere sottoscritto entro 30 giorni dalla presentazione della DID. La mancata sottoscrizione o la violazione degli impegni comportano la decadenza dalla NASpI.

Obblighi del Disoccupato

Il patto di servizio prevede impegni precisi:

  • Presentarsi agli appuntamenti concordati con il Centro per l'Impiego
  • Partecipare alle attività di orientamento e formazione
  • Accettare le offerte di lavoro congrue
  • Comunicare tempestivamente eventuali variazioni della propria situazione (inizio di un'attività lavorativa, malattia, etc.)
  • Cercare attivamente lavoro e documentare le attività di ricerca

Offerta di Lavoro Congrua: Cosa Significa e Come Funziona

Un aspetto cruciale per mantenere la NASpI è la congruità dell'offerta di lavoro. Il disoccupato è obbligato ad accettare le offerte che vengono considerate "congrue", pena la decadenza dalla prestazione.

Criteri di Congruità

Un'offerta di lavoro è considerata congrua se soddisfa i seguenti criteri:

  • Distacco: la distanza tra il luogo di lavoro e il domicilio non supera i 50 km (o 60 minuti di tempo di percorrenza con mezzi pubblici)
  • Retribuzione: la retribuzione offerta non è inferiore al 20% di quella precedentemente percepita, e in ogni caso non inferiore all'importo della NASpI
  • Contratto: il contratto offerto è a tempo pieno e a tempo indeterminato, oppure a tempo determinato di almeno 12 mesi (per i disoccupati con più di 12 mesi di contributi); per periodi inferiori il rifiuto non comporta decadenza
  • Correlazione con le competenze: l'attività lavorativa è coerente con le esperienze e le qualifiche professionali del disoccupato

Cosa Succede se Rifiuti un'Offerta Congrua

Il rifiuto di un'offerta di lavoro congrua comporta la decadenza immediata dalla NASpI. L'INPS comunica la decadenza e il disoccupato perde il diritto all'indennità per il periodo residuo. Non è prevista la possibilità di ripresentare domanda se non dopo aver maturato nuovi contributi.

Decadenza dalla NASpI: Tutti i Casi e Come Evitarli

⚠️ ATTENZIONE: La NASpI decade in diversi casi. È fondamentale conoscerli tutti per non perdere il diritto all'indennità.

Casi di Decadenza

1. Perdita dello stato di disoccupazione

Si perde lo stato di disoccupazione quando:

  • Si rifiuta un'offerta di lavoro congrua
  • Si trova un lavoro subordinato a tempo indeterminato (in questo caso la NASpI termina)
  • Si avvia un'attività autonoma senza rispettare i limiti di reddito

2. Mancata presentazione agli appuntamenti

Il disoccupato è tenuto a presentarsi a tutti gli appuntamenti convocati dal Centro per l'Impiego. La mancata presentazione senza giustificato motivo comporta la decadenza.

3. Mancata comunicazione dell'attività lavorativa

Chi inizia un'attività lavorativa (subordinata, autonoma o occasionale) è obbligato a comunicarlo all'INPS e al Centro per l'Impiego. La mancata comunicazione o la comunicazione incompleta comporta la decadenza.

4. Decorso del periodo massimo di fruizione

La NASpI si interrompe automaticamente allo scadere del periodo di fruizione (massimo 24 mesi). Non è possibile alcuna proroga.

5. Violazione degli impegni del patto di servizio

Il mancato rispetto degli impegni previsti dal patto di servizio personalizzato (mancata partecipazione a corsi, rifiuto di iniziative di orientamento, etc.) comporta la sospensione prima e la decadenza poi della prestazione.

Come Evitare la Decadenza

Per mantenere il diritto alla NASpI è necessario:

  1. Rinnovare la DID ogni 90 giorni
  2. Sottoscrivere il patto di servizio entro 30 giorni dalla DID
  3. Presentarsi a tutti gli appuntamenti convocati dal Centro per l'Impiego
  4. Accettare le offerte congrue di lavoro
  5. Comunicare tempestivamente ogni variazione della propria situazione lavorativa
  6. Documentare l'attività di ricerca di un lavoro
  7. Monitorare la propria casella di posta elettronica e la PEC per eventuali comunicazioni INPS

Compatibilità tra NASpI e Lavoro: Guida Completa

La NASpI non è incompatibile con qualsiasi tipo di lavoro. Esistono specifiche regole che consentono di percepire l'indennità anche in presenza di attività lavorativa, a determinate condizioni.

Lavoro Subordinato a Tempo Determinato

Se il disoccupato inizia un lavoro subordinato a tempo determinato di durata non superiore a 6 mesi:

  • La NASpI viene sospesa per il periodo di lavoro
  • Alla fine del contratto, la NASpI riprende automaticamente per il periodo residuo
  • Non è necessario presentare una nuova domanda

Se il contratto a termine supera i 6 mesi, la NASpI decade definitivamente. Il lavoratore potrà richiedere una nuova NASpI solo dopo aver maturato nuovi contributi.

Lavoro Subordinato a Tempo Indeterminato

In caso di assunzione a tempo indeterminato (sia full-time che part-time), la NASpI decade automaticamente. Il lavoratore non ha più diritto all'indennità residua, anche se il contratto viene poi risolto.

Lavoro Occasionale e Prestazioni Accessorie (Voucher)

Le prestazioni accessorie (i cosiddetti "voucher") sono compatibili con la NASpI fino a determinati limiti:

  • Limite annuo: 5.000 euro lordi di prestazioni accessorie
  • Oltre 5.000 euro: la NASpI decade per l'intero periodo
  • Obblighi: comunicare all'INPS l'inizio dell'attività e l'importo dei compensi ricevuti

Lavoro Autonomo

Il lavoro autonomo (partita IVA, consulenza, professione) è compatibile con la NASpI con le seguenti regole:

  • Limite di reddito: 4.800 euro lordi annui
  • Oltre 4.800 euro: la NASpI decade
  • Comunicazione preventiva: prima di iniziare l'attività autonoma è obbligatorio comunicare all'INPS l'inizio dell'attività, la tipologia e il reddito previsto
  • Obblighi di comunicazione: comunicare i redditi effettivamente conseguiti con cadenza semestrale

Attenzione: la comunicazione preventiva è obbligatoria. Chi inizia un'attività autonoma senza comunicarlo all'INPS decade dalla NASpI, anche se i redditi sono inferiori alla soglia.

Collaborazioni e Contratti a Progetto

I contratti di collaborazione (co.co.co, co.co.pro) sono considerati lavoro subordinato ai fini della NASpI. L'inizio di una collaborazione comporta la decadenza dalla NASpI, a meno che non sia stata autorizzata preventivamente dall'INPS per motivi di formazione professionale.

Dimissioni per Giusta Causa e NASpI

Le dimissioni per giusta causa rappresentano l'unica eccezione al principio secondo cui le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI. In caso di giusta causa, infatti, il lavoratore è considerato "a rischio" di disoccupazione involontaria e può accedere all'indennità.

Cos'è la Giusta Causa per le Dimissioni

Si parla di giusta causa quando il comportamento del datore di lavoro è così grave da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto. Rientrano nella giusta causa:

  • Mancato pagamento dello stipendio: ritardi sistematici o mancato pagamento delle retribuzioni
  • Mobbing: comportamenti vessatori sistematici da parte del datore o dei colleghi
  • Molestie sessuali o violenze: qualsiasi forma di harassment sul luogo di lavoro
  • Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali: cambiamento di mansioni, orario, sede di lavoro senza giustificato motivo
  • Ambiente di lavoro pericoloso: mancata predisposizione di misure di sicurezza nonostante le segnalazioni
  • Demansionamento illegittimo: attribuzione di mansioni inferiori senza giustificato motivo
  • Trasferimento d'ufficio non giustificato: spostamento del lavoratore in altra sede senza motivo

Come Dimettersi per Giusta Causa

Per dimettersi valendoosi della giusta causa è necessario:

  1. Documentare la situazione: conservare prove (email, testimonianze, documenti) della condotta del datore
  2. Comunicare per iscritto: inviare una lettera di dimissioni (meglio se via PEC o raccomandata) in cui si indica espressamente la giusta causa
  3. Specificare i motivi: descrivere chiaramente i fatti che hanno determinato la necessità di dimettersi
  4. Presentare la domanda NASpI: allegando la documentazione a supporto della giusta causa

È fortemente consigliato rivolgersi a un Patronato o a un legale del lavoro per valutare la sussistenza della giusta causa prima di presentare le dimissioni.

Obblighi di Comunicazione all'INPS e al Centro per l'Impiego

Il disoccupato percettore di NASpI ha precisi obblighi di comunicazione:

Cosa Comunicare

  • Inizio di attività lavorativa subordinata: comunicare l'inizio di un lavoro, la tipologia contrattuale e la durata
  • Inizio di attività autonoma: comunicare preventivamente l'avvio, la partita IVA e il reddito previsto
  • Prestazioni accessorie: comunicare l'importo dei compensi ricevuti con cadenza trimestrale
  • Trasferimento di residenza: comunicare eventuali variazioni di domicilio
  • Stato di malattia: comunicare periodi di malattia che impediscono la ricerca di lavoro
  • Iscrizione a corsi di studio o formazione: comunicare l'avvio di percorsi formativi

Come Comunicare

Le comunicazioni possono essere inviate:

  • Online: attraverso il portale INPS, sezione "Naspi" → "Comunicazioni"
  • Centro per l'Impiego: recandosi allo sportello o inviando comunicazione via email/PEC
  • Patronato: tramite il Centro Pratiche Flaiano che curerà l'invio

Domande Frequenti sulla NASpI 2026

Posso chiedere la NASpI se sono stato licenziato per giusta causa dal datore?

Sì, il licenziamento per giusta causa dà diritto alla NASpI come qualsiasi altro licenziamento involontario. Anzi, in questo caso il lavoratore ha anche diritto a un'indennità supplementare a carico del datore, oltre alla NASpI.

Se faccio domanda NASpI e poi trovo lavoro, cosa succede?

Se trovi un lavoro subordinato a termine (max 6 mesi), la NASpI viene sospesa e riprende dopo. Se trovi un lavoro a tempo indeterminato, la NASpI decade. Se inizi un'attività autonoma entro i 4.800 euro annui, puoi continuare a percepire la NASpI comunicando tempestivamente all'INPS.

Posso percepire la NASpI se sono in cassa integrazione?

Sì, se sei in cassa integrazione straordinaria o in deroga, hai diritto alla NASpI al termine del periodo di cassa integrazione, a condizione che sussistano i requisiti contributivi e di disoccupazione.

Se non rinnovo la DID per 90 giorni, cosa succede?

La mancata comunicazione del rinnovo della DID comporta la decadenza dalla NASpI. È necessario rinnovare la dichiarazione ogni 90 giorni per mantenere lo stato di disoccupazione.

Posso lavorare come badante mentre percepisco la NASpI?

Sì, è possibile se si tratta di lavoro subordinato a tempo determinato (max 6 mesi, NASpI sospesa) o di lavoro occasionale entro i 5.000 euro annui (con comunicazione all'INPS). Il lavoro a tempo indeterminato come badante farebbe decadere la NASpI.

La NASpI è soggetta a tassazione?

Sì, la NASpI è soggetta a tassazione IRPEF come reddito di lavoro dipendente. Tuttavia, è applicata una tassazione agevolata (con detrazioni) che riduce l'impatto fiscale rispetto a un normale stipendio.

Assistenza del Centro Pratiche Flaiano

Il Centro Pratiche Flaiano, CAF e Patronato con sede a Roma Vigne Nuove in Via Filoteo Alberini 25, offre assistenza completa per la domanda NASpI 2026. I nostri operatori sono a disposizione per:

  • Verificare i requisiti per la domanda NASpI
  • Presentare la domanda telematica all'INPS
  • Gestire la DID e il patto di servizio
  • Comunicare le attività lavorativa all'INPS
  • Valutare la sussistenza della giusta causa per le dimissioni
  • Gestire i ricorsi in caso di diniego o decadenza

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